23 Giugno 2017

Jack Ma, fondatore di Alibaba” l’automazione è un’opportunità ma ci porterà più disuguaglianze”

La rivoluzione dell’intelli­genza artificiale rischia di provocare la Terza guerra mondiale. A lanciare questo allarme è stato Jack Ma, il fondatore di Alibaba, parlan­do con la televisione «Cnbc» durante la conferenza Ga­teway 17 a Detroit.
L’automazione, secondo l’imprenditore cinese, è in ge­nerale una grande opportuni­tà: «Io penso ­ ha detto ­ che nei prossimi trent’anni la gente lavorerà solo per quat­tro ore al giorno, forse quat­tro giorni la settimana». I tra­sporti diventeranno ancora più rapidi e facili, e se oggi in media le persone visitano una trentina di luoghi nella
loro vita, presto diventeran­no almeno trecento.

Questa trasformazione epocale, pe­rò, porterà con sé un prezzo:«Dobbiamo prepararci ora, perché i prossimi trenta anni saranno dolorosi». Jack Ma ha spiegato così il suo ragio­namento: «La prima rivoluzio­ne tecnologica causò la Prima guerra mondiale. La seconda creò le condizioni per la Secon­da guerra mondiale. Ora stia­mo vivendo la terza rivoluzio­ne tecnologica, con le macchi­ne basate sull’intelligenza arti­ficiale che eliminano posti di la­voro, e ciò rischia di provocare tensioni capaci di portarci ver­so la Terza guerra mondiale».
Il fondatore del più grande mercato digitale cinese ha av­vertito che «bisogna riparare il tetto prima che si rompa, e quando vedi un problema in ar­rivo devi prepararti. Questa è la ragione per cui viaggio in  tutto il mondo: cerco di spro­nare i governi ad agire, perché devono farlo subito, se voglio­no evitare questa catastrofe».
L’elemento centrale della sua analisi è il lavoro, che ri­chiede due tipi di interventi: primo, l’istruzione, che deve mettere i cittadini del futuro in grado di fare i mestieri del
futuro, e quindi avere la flessi­bilità necessaria per adeguar­si ai cambiamenti nel merca­to; secondo, il commercio, che deve essere aiutato a facilitato il più possibile, proprio per da­re a tutti i mezzi per parteci­pare: «Quando il commercio si ferma, cominciano le guerre».
Così Jack Ma prende una posi­zione netta a favore della glo­balizzazione, che lo mette in li­nea con le posizioni prese da Pechino, ma potenzialmente in contrasto con il nazionali­smo economico e l’antiglobali­smo portato alla Casa Bianca da Trump e dal suo consiglie­re Steve Bannon.
Il fondatore di Alibaba ha incontrato il presidente a gen­naio e si è impegnato a creare un milione di posti di lavoro negli Usa entro 5 anni. Come? Offrendo una piattaforma di­gitale che consenta anche alle piccole imprese di vendere i loro prodotti ovunque, e quin­di allargando a tutti i vantaggi della globalizzazione. Quanto
all’intelligenza artificiale «non dobbiamo creare mac­chine che si comportano come gli umani, ma che fanno ciò che gli umani non possono o non vogliono fare. Le macchi­ne non potranno mai sostitui­re la nostra saggezza, gli uma­ni vinceranno»

[Fonte La Stampa – 23 giugno 2017]

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